Nell’ambito delle pseudoscienze, l’aura esprime con estrema chiarezza un campo di radiazione luminosa, la quale circonda qualsiasi essere vivente.

Essa, è conosciuta dai più come “alone luminoso”, capace di riflettere l’anima dell’individuo, cui tale aura appartiene.

Inoltre, quest’ultima sopravviverebbe al decadimento della vita biologica, ossia alla morte della persona.

Si narra, infatti, che persone particolarmente sensibili siano in grado di percepire questo alone, il quale irradia per intero il nostro corpo; ed è proprio in questo misticismo che si inseriscono alcune branchie delle scienze occulte; tra cui proprio lo studio dell’aura.

In buona sostanza, a fronte di tutto ciò, è opinione comune parlare dell’aura come dell’emissione energetica del nostro corpo in connessione con l’energia universale.

Infatti, più l’aura è luminosa e più essa sottintende benessere, equilibrio e consapevolezza da parte del suo possessore.

Conoscere quindi il significato dell’aura, porta inevitabilmente l’individuo ad acquisire un’altra consapevolezza nei confronti di ciò che sta accadendo nella propria vita e come essa sta reagendo ai tanti stimoli e difficoltà che la la stessa gli pone di fronte, ogni giorno.

I colori dell’aura ed il loro significato

Tra le persone sensibili cui l’aura si è palesata in maniera del tutto evidente, si possono sicuramente individuare i profeti dell’antichità, i mistici ed i veggenti.

Infatti, i raggi o le aureole che si vedono attorno al capo dei santi, non sarebbero altro che l’aura percepita da chi è entrato in contatto con loro.

Un esempio molto lampante della presenza dell’aura lo si trova difatti già nell’Antico Testamento, ed è la luce emanata da Mosè quando scese dal Sinai con le Tavole della Legge.

Pieno della grazia di Dio, si narra che Mosè risplendesse a tal punto che fu costretto a coprirsi con un velo per non spaventare il suo popolo.

Inoltre, riferimenti di questo tipo si possono riscontrare anche nel Buddha ed in Maometto.

L’aura di quest’ultimo è infatti formata da una fiamma che circonda il suo corpo, salendo al cielo in una lingua di fuoco.

Tuttavia, dopo aver elencato questa serie di riferimenti storici, mistici e religiosi, è bene passare ora ai vari colori di cui l’aura può essere composta.

Essi spaziano dal bianco, fino ad arrivare al rosso ed infine al nero.

Ciascuno di questi colori, sottintende un ben preciso stato fisico e psicologico.

Andando quindi per ordine, l’avere un’aura bianca significa essere in connessione con il divino.

Di tutt’altro avviso invece è l’aura rossa, il cui significato rappresenterebbe istinti più carnali, quali sopravvivenza e sicurezza, assimilabili ad un essere molto radicato e connesso rispetto alla propria realtà.

Un’aura nera, presupporrebbe invece (o purtroppo) problemi di salute di cui non si è a conoscenza, oppure di cui non si vuole parlare.

Dall’aura al chakra

Facendo riferimento al risveglio della conoscenza, l’aura è inoltre strettamente legata al chakra, il quale rappresenta i centri energetici del nostro corpo, i quali hanno il compito di ricevere e distribuire la nostra energia vitale.

Tra i sette chakra, che riflettono proprio i vari colori dell’aura, quello più strettamente connesso all’ambito dell’amore incondizionato, è il quarto chakra.

In questo contesto, gli organi corrispondenti sono il cuore, unitamente al sistema circolatorio, il timo, i polmoni, gli arti superiori e le mani.

Le funzioni principali del quarto chakra, denominato Anahata, sono per l’appunto l’amore, la compassione, la pazienza e l’umiltà.

La parola chiave associata è “IO AMO”.

Ma perchè tra i sette chakra, abbiamo voluto parlarvi proprio del quarto chakra?

Ebbene, esso rappresenta l’elemento mediano, anche nella tavola dei colori dell’aura, corrispondente quindi ad un alone di colore verde.

In tutto ciò, tralasciando il chakra della corona, rappresentante lo spazio ed il pensiero (assimilabile ad un’aura bianca), oltre al chakra del terzo occhio e a quello della gola; quello che fa da spartiacque tra elementi puramente trascendenti e quelli terreni vi è proprio il quarto chakra.

Tuttavia, nel momento in cui vi fosse un disequilibrio di questo chakra si potrebbe incappare in patologie molto serie a livello cardiaco e polmonare; parliamo di infarti e pressione alta, ma anche di insonnia ed asma.

Per riequilibrare quindi quest’armonia si rende pertanto necessario lasciarsi andare, facendo uscire il respiro senza la paura del vuoto, della morte, della privazione, della solitudine e dell’abbandono.